I ricordi sono ancora vivi nella memoria ma quando riaffiorano sembrano essere parte di un sogno.
Tutto in realtà è iniziato nella notte di sabato 26 ottobre alle ore 23:00 quando Agnese mi ha chiamato per dirmi che probabilmente si erano rotte le acque.
Io ero in uscita con gli scout, fortunatamente molto vicino a casa, e in stato lievemente confusionale ho corso per recuperare lo scooter e poi sono volato a casa.
Lì, mentre Agnese si stava preparando per andare in ospedale, ho iniziato a cronometrare le contrazioni.
Erano abbastanza irregolari e questo mi faceva pensare che avevamo ancora un po' di tempo.
Dopo circa un'ora e mezza siamo arrivati in ospedale dove due ostetriche hanno visitato e messo il monitoraggio ad Agnese. Questa è la parte meno bella di questa incredibile giornata, perché il monitoraggio non ha monitorato bene e l'ostetrica ha sentenziato che quello che sentiva Agnese non era l'inizio del travaglio e non erano contrazioni. Hanno comunque ricoverato Agnese perché aveva rotto le acque ma io sono stato mandato a casa.
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